martedì 29 novembre 2011

Mulholland Drive di David Lynch (2001)

Mulholland Drive, pellicola di culto del maestro David Lynch è ormai un consolidato oggetto di interesse da parte di un numero crescente di fan ed esegeti. In maggioranza internauti che ne ripropongono i frammenti, le riflessioni e le istanze affollando pagine di blog e social network. Esperimento polimorfo, Mulholland Drive nasce per bissare il successo della serie Twin Peaks. La futura pellicola doveva infatti proporsi come episodio pilota di una nuova serie tv firmata «David Lynch». Rifiutata dal network ABC che l’aveva commissionata, fu recuperata grazie al sostegno del distributore francese Canal+ e riadattata da Lynch stesso per il grande schermo. Ahinoi, non è dato sapere quali sarebbero stati gli sviluppi incredibili di una serie del genere, bisogna perciò limitarsi alla proposta per il cinema, già di per sé ricca di spunti unici e mai superati.
Iniziamo con l’edizione in DVD voluta da Lynch che non presenta la divisione in capitoli, in accordo con le istanze della meditazione trascendentale (di cui Lynch è un grande sostenitore). In questo modo lo spettatore sarà portato ad allargare la propria visione, dimenticando il particolare per cogliere la sensazione generale che la pellicola saprà trasmettergli.


Le moltissime interpretazioni - fra cui quella freudiana (la più accreditata) - non restituiscono per intero l’essenza di una pellicola plurileggibile, in cui il commento musicale ricopre un ruolo semantico di prim’ordine, così come il montaggio, la fotografia e ancor di più la scenografia, rendendo obsoleti i concetti di trama e intreccio. Di contro seguire Diane/Betty (Naomi Watts) nella divisione dicotomica della sua esistenza, sia essa reale piuttosto che onirica, significherà abbandonare i propri schemi interpretativi per godere di ogni inquadratura, ogni dialogo, ogni frammento in notturna che Lynch ci propone.
Rita/Camilla nella seconda parte del film
La stessa città di Los Angeles è divisa dicotomicamente in due, nella prima parte la città, bidimensionale, semplificata e luminosa accoglierà la speranzosa “ragazza con la valigia” Betty, rivestendo di ombre la sensuale Rita (Laura Harring), docile ninfa accondiscendente; nella seconda parte la città, rude e impietosa viene tenuta fuori dalla porta di un appartamento mefitico piuttosto che da studi cinematografici in cui è facile perdere la propria autostima in un vortice di desiderio e umiliazione.
Non mancano i riferimenti anche all'elettricità a cui Lynch ci aveva abituato in Twin Peaks e in Strade Perdute, come nelle inquadrature che riguardano la figura dell’agghiacciante cowboy o nelle scene del Club Silencio.
Infine in Mulholland Drive Lynch non si lascia sfuggire l’occasione per enumerare molte delle sue personali e deliziose ossessioni: il jazz, l’estetica pop e straniante dei ristoranti fast-food, il cinema in black’n white e la poiesi cinematografica come fil rouge della narrazione (meccanismo che ritroveremo in un altro suo capolavoro, INLAND EMPIRE).

Lasciamoci allora cullare ancora una volta dalle note di Angelo Badalamenti, divertire dagli sguardi ottusi di Adam Kesher (Justin Theroux), dalla sensualità bifronte di Rita/Camilla, per scoprire nuove intuizioni, nuove sensazioni che le precedenti visioni avevano possibilmente celato.

Di seguito i “consigli” che un divertito Lynch ha dato in pasto agli “esegeti più esigenti”:

* Prestate particolare attenzione all’inizio del film: almeno due indizi sono rivelati prima dei crediti.
* Fate attenzione alle apparizioni della lampada rossa.
* Riuscite a sentire il titolo del film per cui Adam Kesher sta cercando l’attrice principale? È menzionato di nuovo?
* Un incidente è un avvenimento terribile…notate il luogo dell’incidente.
* Chi dà una chiave? E perché?
* Notate il vestito, il posacenere e la tazza.
* Cosa si sente e accade al club Silencio?
* Solo il talento ha aiutato Camilla?
* Notate le circostanze in cui si vede l’uomo dietro il Winkie's.
* Dov’è la zia Ruth?

4 commenti:

  1. Scopro solo ora il tuo nuovo blog e me lo metto fra i preferiti.
    Quanto al film, è il mio Linch preferito. Inquietante e suggestivo... quasi quasi me lo rivedo sulla scorta dei consigli di Lynch che hai pubblicato!

    Un salutone. Paolo.

    RispondiElimina
  2. Paolo che piacere ritrovarti!
    Sono felice ti piaccia il mio nuovo blog.

    Mulholland Dr. è al centro di dibattiti ed esegesi da sempre, ci sono anche dei siti web che tentano di ricostruirne la timeline, ecco perché DL ha voluto dar loro "una mano" con questi consigli.

    Buona re-visione!

    Un caro abbraccio
    Salv.
    Salv.

    RispondiElimina