Lor signori sono
i benvenuti a Wisteria Lane, la zona suburbana più ambita di Fairview. Come
potete vedere il quartiere è più che elegante, prati curati, steccati
impeccabili e, statene certi, qui troverete non solo del buon vicinato,
troverete il migliore.
Siamo sinceri,
avete mai visto niente di più incantevole?
Con Desperate Housewives il produttore e scrittore Marc Cherry riprende l’intera cosmogonia di quella suburbia che negli anni Cinquanta colpì
l’interesse della scuola di Francoforte. Allora Horkheimer e Adorno, osservando
la way of life statunitense,
elaborano quella critica della società
presente che puntava la lente su minimalismo morale (attitudine a non
andare al di là dell’interesse privato) e contraddizioni
del contemporaneo vivere collettivo. Prima di Cherry era stata Grace
Metalious a rappresentare la suburbia
e le sue contraddizioni nell’antesignano e meraviglioso Peyton Place. Nel libro della «Pandora in blue jeans»
la cittadina è descritta con precisione e i luoghi sono parte integrante dell’identità
dei personaggi, ne sono emanazione e prolungamento della personalità. Metalious
sa che perfezione e ferocia s’incontrano e si sposano felicemente nell’opinione
pubblica, sa anche che la way of life
post secondo conflitto mondiale impose status
symbol fisici e comportamentali ma che sotto la cartellonistica a pastello è
sempre stato tutto un brulicare di passioni imperfette, violente, sensuali e
perverse.
Marc Cherry ha metabolizzato
la lezione di Metalious dandogli nuova vita nel quartiere di Wisteria Lane, a
suo volta ben strutturato (tanto che Wikipedia ne propone la piantina con la
storia di tutte le abitazioni), ogni casa ha la sua identità, che permane e
amplifica quella della famiglia che la abita. Il fiume carsico che si muove
sotto le meravigliose abitazioni di Wisteria Lane ha origini lontane, muove
dallo steccato bianco dipinto da Tom Sawyer e passa per le abitazioni celanti
orrori innominabili di Poe e Lovecraft, continua il suo percorso per diramarsi
verso il genere melò à la Douglas
Sirk (non a caso genere amato e scelto da altri artisti Avant-Pop quali John Waters e Pedro Almodóvar), la satira sociale e, ovviamente, il noir. Quando la
casalinga Mary Alice Young rassettato come ogni mattina, decide di spararsi un
colpo alla testa riemergono, attirati dal sangue fresco sul tappeto buono,
orrori sepolti, rancori dissimulati,
azioni innominabili e vendette dalle ombre lunghissime.
