In Somewhere, Johnny Marco (Stephen Dorff)
è una star del cinema che si muove in una scena contemporanea sfinita, sognante
e autoreferenziale. Il sesso, il denaro, gli oggetti di lusso (a partire dalla
Ferrari nera che gira in tondo nel deserto all'inizio del film), tutto è
sfiatato e privato di significato per Johnny, che – a detta della stessa Sofia
Coppola – riprende il cinismo, la stanchezza e la presa di coscienza sullo show
business del Toby Dammit di Federico
Fellini. Come per quest’ultimo sarà una bambina a scompaginare l’esistenza del
protagonista - qui però ribaltata da agghiacciante essere demoniaco a salvifico
angelo – la piccola Cleo (Elle Fanning), figlia di Johnny, che piomba allo
Chateau Marmont per scompaginare la sua esistenza piatta e bidimensionale. Cleo
è l’elemento fiabesco per eccellenza, i suoi sorrisi all'indirizzo del padre,
il suo muoversi al suo fianco, raccontano molto più che le parole cosa può
essere un rapporto padre-figlia. Dal suo arrivo l’universo sfinito e
artificiale di Johnny sarà costretto a confrontarsi con la naturalezza e il
candore di Cleo. Movimento che trova il giusto climax nel viaggio in Italia che
i due intraprendono per ritirare il Telegatto. Il lusso che avvolge produttori
e starlette, l’imbarazzante teatrino
con Valeria Marini sul palco della kermesse, tutto è demistificato dal
confronto con Cleo.
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domenica 19 gennaio 2014
Somewhere di Sofia Coppola (2010)
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