Visualizzazione post con etichetta avant-pop. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta avant-pop. Mostra tutti i post

sabato 25 gennaio 2014

Mio cugino, il mio gastroenterologo di Mark Leyner (1990)

Andrea Bruni in una sua intervista ha definitivo l’estetica avantpop in relazione alla raccolta di racconti Mio cugino, il mio gastroenterologo di Mark Leyner: L’Avant Pop è il punto di non ritorno del postmoderno: è un “genere” che nasce dal mix di tutti i generi, con schegge impazzite di immaginario, e che non segue le regole della linearità narrativa, ma la struttura a finestre e cartelle di Windows. “Mio cugino il mio gastroenterologo” di Mark Leyner ci indica la strada. A ritrovare le pagine del volume in questione (pubblicato in Italia da Frassinelli ma da tempo fuori catalogo) non si può che concordare con l’autore di Sugli Sugli Bane Bane. Il volume si presenta come una raccolta di short stories che vanno a costituire un collage narrativo polimaterico dominato da un io narrante che giganteggia attraverso l’utilizzo della prima persona, costituendo di fatto l’unico appiglio riconoscibile per il lettore (così come i monologhi di Ann Magnuson per i brani dei Bongwater). La pagina di Leyner è un delirio lisergico, violento e liberatorio. Un naufragio sulla spiaggia in cui è stato seppellito il canone della Narrativa Occidentale
.
Gli stilemi e i riferimenti utilizzati da Mark Leyner poi amplificano la sensazione da «sfrenato party dell’apocalisse», in Mio cugino, il mio gastroenterologo recuperiamo materiali derivati dalla science fiction, dal sensazionalismo giornalistico, dalla televisione, dal cinema popolare (in particolare i kung-fu movies), dalla pubblicità. Per l’importante valore all’interno dell’Opera di Leyner merita particolare menzione il cyberpunk celebrato nella sua accezione più satura nel racconto finale Righe composte dopo aver sniffato un po’ di diluente per vernici che insieme al primo Ero un puntino infinitamente caldo e denso rappresenta la vera chiave di volta per la comprensione di tutti i diciassette racconti che compongono la raccolta. L’abominevole inserto biologico sulla macchina-robot (che ha ormai sostituito totalmente l’umano troppo umano) e le sue naturali derivazioni in termini di secrezioni fisiologiche, la violenza che porta alla scoperta della natura meccanica sotto il simulacro umano, l’estetica pop delle riviste erotiche come «Playboy» e «Spartacus» nella rappresentazione degli automi-eroi sono tutte declinazioni della caleidoscopica interpretazione del cyberpunk da parte di Mark Leyner.

martedì 18 ottobre 2011

Il Manifesto Avant-Pop di Mark Amerika


Di seguito la traduzione del Manifesto Avant-Pop redatto da Mark Amerika teorico e docente di Arte Digitale all’Università del Colorado e pubblicato sul sito web sperimentale ALT-X.


MANIFESTO AVANT-POP
IL PROGRAMMA IN DIECI PUNTI
di Mark Amerika

1. Ora che il postmodernismo è morto e noi siamo nel processo di seppellirlo definitivamente, qualcosa sta iniziando a prendere piede nell’immaginario culturale e propongo di chiamare questo nuovo fenomeno Avant-Pop.
2. Considerando che è vero che alcuni ceppi del Postmodernismo, Modernismo, Strutturalismo e Post-Strutturalismo, Surrealismo, Dadaismo, Futurismo, Capitalismo e Marxismo pervadono anche la nuova sensibilità, la maggiore differenza è che gli artisti che creano arte Avant-Pop sono figli dei Mass Media (ancor più di essere figli di genitori che hanno molto meno influenza su di loro). La maggior parte dei primi professionisti del Postmoderno, che sono arrivati alla coscienza attiva dell’età adulta negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, hanno cercato disperatamente di tenersi lontano dalla prima linea della nuova e potente Realtà Mediagenica che è rapidamente diventata il luogo dove la maggior parte del nostro scambio sociale stava avvenendo. Nonostante la sua precoce insistenza a restare intrappolato nei presupposti di auto-istituzionalizzazione e incestuosità del mondo accademico e del mondo dell’arte elitaria, il postmoderno si è trovato sorpassato dal motore dei media popolari che alla fine lo ha ucciso e ora, dai suoi resti, è nato l’Avant-Pop.