Come dichiarato dallo stesso King nella Nota dell’autore posta alla fine del
mastodontico romanzo (1056 pagine), l’idea di The Dome nacque nel lontano 1976, mettendo in crisi l’allora
ventinovenne scrittore che trovò l’impresa - soprattutto nelle sue istanze
ecologiche e scientifiche - superiore alle sue capacità. Nel 2007, dopo una
carriera costellata di successi (e una breve parabola discendente con Cell e Colorado Kid), King decise che era ora di tornare a narrare le
vicende di Chester’s Mill e della misteriosa cupola che la isola dal resto del
mondo per una (apocalittica) settimana. Col supporto dell’amico assistente medico
Russ Dorr (il personaggio di Rusty Everett è forse ispirato a lui?) King ha
potuto elaborare la narrazione senza il rischio di commettere errori grossolani
in merito alla medicina e alla meteorologia. Tanto più che in The Dome il discorso
scientifico supporta la
metafora ecologico-politica dello sfruttamento delle risorse limitate da parte delle due fazioni - guidate da due ka-tet[1] opposti - che si creeranno
presto sotto la cupola.
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lunedì 7 novembre 2011
The Dome di Stephen King (2009)
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