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sabato 3 agosto 2013

Within the Woods di Sam Raimi (1978)

Recuperiamo da dove abbiamo lasciato i nostri «Michigan boys». Anzi no, torniamo un po’ indietro, alla genesi della trilogia “altra” de La casa, quando i giovanissimi Sam Raimi, Bruce Campbell, Robert G. “Rip” Tapert e Scott Spiegel sono nell'occhio del ciclone della loro passione: i filmati in super 8 e hanno quest’idea folle di realizzare il film più disturbante della storia del cinema d’orrore. Un film che nei loro progetti aveva ancora Book of the dead come titolo e tantissimo bisogno di finanziatori. Roosevelt una volta disse «fai quello che puoi con quello che hai, nel posto in cui sei» e questo fecero Raimi e i suoi compagni, buttarono giù e girarono in Super 8 un sunto cinematografico della loro idea di orrore, un condensato di tutti quelli che sarebbero stati gli stilemi e le caratteristiche formali del loro film, usando persino alcuni degli attori che poi avrebbero recitato nel loro primo lungometraggio. Nacque così Within the woods, un corto di trentadue minuti, girato nella fattoria dei Tapert (ricordiamo, «nel posto in cui sei») con protagonisti Bruce Campbell e la mia preferita tra le «ladies of Evil Dead»: Ellen Sandweiss.
Nonostante la bassa qualità delle copie in giro di Withinthe woods (a quando un cofanetto della trilogia con la riedizione del cortometraggio?) il recupero riserva grandi sorprese e accende gli animi di entusiasmo. Chi pensa che la genialità di Sam Raimi risieda solo nelle scelte formali, nella camera che corre rasoterra, nella propria interpretazione della slapstick, si sbaglia. Nella sua visione c’è quell'attitudine a «fingere le cose paurose» che nasce dalla cultura americana più classica e simbolica, quel fiume carsico che attraversa i boschi su cui posarono lo sguardo i padri pellegrini, la rassicurante suburbia in cui i bambini giocano col non-visibile, i luoghi dei nativi sporchi di sangue e senso di colpa. In buona sintesi quel Gotico Americano che Raimi richiama già in Within the woods, con il portico e una dondola identica a quella che troviamo a casa dei Finch nel film Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan, qui impazzita e disturbante nel suo sbattere continuo contro la parete di legno.