«Ma che
signora, io sono una regista!». (Lina Wertmüller)

È successo di nuovo. Per la seconda volta – dopo l’esperienza
con Shock - mi capita fra le mani
un’autobiografia scritta da uno dei miei cineasti preferiti che si rivela
essere anche un eccellente scrittore. Iniziamo subito col dire che questa volta
si tratta di una donna – e che donna! – la straordinaria Arcangela Felice
Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, nota al pubblico con il nome
di Lina Wertmüller. La conquista,
come sempre avviene con le sue produzioni, arriva già dal titolo: Tutto a posto e niente in ordine. Vita di una regista di buonumore (Mondadori). Titolo
che introduce il lettore nell'universo vitale e intraprendente di una dei più
grandi registi italiani. Grazie alle pagine di questo volume ci si renderà
presto conto che c'è stata un'Italia colta e vitale, spregiudicata e di grande
talento, capace di comunicare - senza pregiudizio alcuno o sovrastrutture - sia
con la provincia più chiusa che con la scena europea e internazionale. Un
manipolo di scrittori, artisti, registi e attori che hanno creato e vissuto di
bellezza, in un'epoca in cui, appunto, «tutto era a posto e niente in ordine».
Se i primi capitoli presentano un allure fumettistica, irriverente e,
lasciatemelo dire, esemplare nella narrazione delle origini dei Werdmüller e delle prime avventure
scolastiche della nostra Lina, i successivi raccontano della determinazione con
cui la regista di Mimì metallurgico
ferito nell’onore si dedicò al teatro, in un roboante e meraviglioso
affresco che era il mondo dello spettacolo: Guido Salvini, Andreina Pagnani,
Lelio Luttazzi, il “sadico” Visconti, una giovane Monica Vitti diva ante-litteram,
il sodalizio amicale di Giorgio De Lullo e Romolo Valli, l’esperienza della
rivista con Garinei e Giovannini. Ognuna
di queste storie, incontrate e vissute dalla giovane Lina «topolino da
palcoscenico» Wertmüller possiedono il duplice valore di elemento formativo e
prezioso racconto in grado di conquistare una volta di più il lettore.
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Lina, Enrico Job e la figlia Maucì*. |
Lina Wertmüller fa sua la leggerezza calviniana nel
tracciare uno dei più onesti e bei ritratti di Federico Fellini e del suo
attore feticcio Marcello Mastroianni, e poi via, su, verso un percorso
artistico felice e straordinario. Dall'esperienza nella provincia “altra” de I basilischi fino al sodalizio con la
coppia Mariangela Melato e Giancarlo Giannini e oltre, senza dimenticare i
lavori nell’opera, la storica messa in scena di Amore e magia nella cucina di mammà, un’incursione nella musica con
una certa Luna di Shanghai, l’America,
i produttori, gli amici tutti. Dal capitolo Ciak.
Finalmente si gira in poi Tutto a
posto e niente in ordine si conforma come il racconto di una ricerca,
quella di una proposta che è chiara alla donna «dietro gli occhiali bianchi» e
dell’incredibile forza necessaria a materializzarla sullo schermo, in un ruolo
fino allora di solo appannaggio maschile. È stupendo, non solo per chi ama i
film di Lina Wertmüller, scoprire l’affollata galleria di personalità che l’hanno
affiancata nella realizzazione della sua visione «grottesca» e immortale.
L’autobiografia di Lina Wertmüller può essere letta anche
come una stupenda dichiarazione d’amore, dichiarazione fatta dalla Nostra all’amore
della sua vita, a quello «studente di Praga» che diverrà suo marito e che
influenzerà l’estetica dei suoi film, rendendoli preziose e indimenticabili visioni,
amate in tutto il mondo: Enrico Job.
Aggiungere di più sarebbe un delitto per chi ha
voglia di scoprire ognuna delle storie che Lina racconta in questo volume. Storie
di palco, di set, di vita per l’arte e i mille progetti ancora da realizzare e
che qui Lina Wertmüller anticipa facendoci venire l’acquolina in bocca… ne
vedremo ancora delle belle da questa «ragazza romana che ne ha fatte di tutti i
colori.». Pim Pum Pam!
*L'immagine è tratta dal delizioso apparato iconografico presente in Tutto a posto e niente in ordine.
*L'immagine è tratta dal delizioso apparato iconografico presente in Tutto a posto e niente in ordine.
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