Prima di lavorare al roboante Rock of Ages, Adam Shankman fece suo l’incarico di portare sul grande schermo un
altro musical di scena con successo a Broadway da qualche anno, Hairspray. Non un musical qualunque ma
la trasposizione ultracamp e canora
di una delle pellicole più compiute e amate del genio di Baltimore: John Waters.
La pellicola è un delizioso
omaggio all’opera watersiana, ne è chiara dimostrazione la sequenza d’apertura
sulle note di Good Morning Baltimore in cui Shankman riunisce e cita tutta la
cosmogonia trash rappresentata dalla città dove sono ambientate tutte le opere
di Waters: siamo nella zona suburbana, la città si sveglia, aprono le attività
commerciali (tra cui un salone di bellezza che potrebbe benissimo essere quello
di Female Trouble), e le tensioni
razziali pre-Luther King serpeggiano nella comunità dalle prime ore della
giornata. La rubizza Tracy Turnblad
(Nikki Blonsky, perfetta nel ruolo che fu di Ricki Lake) canta e balla fra
ratti sul marciapiede che sembrano usciti da una sequenza di Pecker, incrocia un tris di pettegole
che ricordano il finale di Mondo Trasho,
si specchia in una vetrina, dove campeggia una figurina da Physique Pictorial,
saluta un alcolista della prima ora e… incontra persino John Waters, che di fronte a una croce luminescente (a richiamare
un altro dei cardini del watersiano, la feroce critica alla religione e alla
liturgia cristiana) attende l’arrivo di qualcuno per aprire il suo impermeabile
come il maniaco di Pink Flamingos!
Non ci sorprende infine che Tracy, perso il bus della scuola, vi arrivi seduta
sul tettuccio di un camion dei rifiuti…
