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venerdì 18 aprile 2014

Splendor (Splendidi Amori) di Gregg Araki (1999)



L’apocalisse è già avvenuta, si è consumata nel finale, terribile e iconico, di Doom Generation. Una serie di schegge impazzite e vorticanti sono venute a costituire il nuovo mondo. Frammenti e immaginari che hanno finito per innestarsi l’uno sull’altro creando sempre nuove forme di umanità e rappresentazione. Ne è la prova l’ultimo episodio della Teenage Apocalypse Trilogy, quel Nowhere che è stata definita «una puntata di Beverly Hills 90210 in acido» e dopo Splendor (da noi Splendidi Amori) del 1999.
Siamo alle porte dell’anno 2000, Gregg Araki sa che l’unico modo per divertirsi davvero è infilare le mani nel tornado dell’immaginario pop e plasmare una commedia mutata, prodotto di stilemi, ossessioni e richiami alla tradizione quanto allo stato attuale, sfiatato e alla deriva. Al centro della vicenda abbiamo Veronica (interpretata da Kathleen Robertson, compagna del regista dal 1997 al 1999), giovane attrice che durante uno dei party organizzati da Araki all’inizio dei suoi film (in questo caso un Halloween rave), si innamora dello slacker, biondissimo e cucciolone Zed (Matt Keeslar) e del giornalista e scrittore Abel (Johnathon Schaech). Araki realizza una commedia che è anche un happening pop: ogni fotogramma, ogni situazione, ogni personaggio è definitivamente un oggetto pop. In particolare i tre protagonisti la cui bellezza e sensualità diventa, attraverso l’occhio filmico di Araki, immane ed eroticamente incontenibile. Veronica è il perno splendido di questo trio poliamoroso, tramite lei si ha l’incontro sensuale poi romantico fra Zed e Abel (inizialmente scettico).