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martedì 25 ottobre 2011

X-Files: il valore narrativo e il piacere della lettura


Considero le prime sei stagioni di X-Files (1993-1999) – serie di culto creata dall’altrettanto mitologico Chris Carter – un prodotto a sé stante rispetto alle successive tre stagioni finali (e al film X-Files: voglio crederci del 2008).
Gli episodi che vanno dal 1993 al 1999 sono caratterizzati da un valore narrativo evidente, un’originalità e completezza tipici de letterario. In particolare essi hanno un rapporto imprescindibile con il genere ibrido dello Slipstream (in cui convivono ibridandosi i generi della science fiction, del fantasy e del grande canone letterario mainstream) e del New weird, sia per i modelli dai contorni indefiniti  che per l’impostazione formale di ogni episodio, ricco di dettagli e riferimenti. Basti pensare alla fotografia dai toni epici e freddi, alla musica di Mark Snow, alle sceneggiature di qualità, tutte caratteristiche che hanno fatto della serie un prodotto in grado di superare la prova del tempo.