sabato 11 ottobre 2014

E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche di William S. Burroughs e Jack Kerouac (2008)



«Il romanzo che ha dato il via alla beat generation!», è al suono di questo strillo che i lettori hanno conosciuto E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, esperimento narrativo e uno dei primi confronti con la prosa avuti da Jack Kerouac e William S. Burroughs. In realtà, come tanta storiografia letteraria ha ampiamente sviscerato, il volume pubblicato in Italia da Adelphi possiede caratteristiche narrative “altre”, peculiarità che lo rendono opera a se stante, originaria rispetto ai percorsi intrapresi dai suoi autori e dalle figure che lo hanno ispirato.
Il romanzo, scritto a quattro mani, alternandosi nella stesura dei capitoli, da Kerouac e Burroughs, ha una lunga storia editoriale che per la materia contenuta l’ha visto protagonista di rifiuti da parte degli editori, di letture, ispirazione per altre opere di Kerouac e Burroughs e fiume carsico della narrativa beat (Il padre de I vagabondi del Dharma fece spesso riferimento agli Ippopotami nelle interviste rilasciate durante la sua carriera di autore). Solo il lavoro dell’editor, amico ed esecutore testamentario di Burroughs James Grauerholz ha portato nel 2008 - quando Lucien Carr, il protagonista di questa storia, era già scomparso – E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche nelle mani dei lettori.
Siamo alla vigilia del 14 agosto 1944, New York, afosa e pulsante, vortica intorno a una generazione di eroi in fuga da quell’«incubo ad aria condizionata» che stavano diventando gli Stati Uniti. Locali, diner, appartamenti, accolgono questa nutrita fauna in cui Kerouac e Burroughs trasfigurano se stessi e molti di quelli che saranno i protagonisti della scena beat. Kerouac da qui voce al giovane marinaio Mike Ryko «un finlandese diciannovenne dai capelli rossi», Burroughs all’umbratile barista originario del Nevada Will Dennison. 

Gli autori e personaggi di questa storia.
E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche racconta i giorni precedenti all’omicidio di Riverside Park in cui David Kammerer fu ucciso dal suo oggetto del desiderio e aguzzino, Lucien Carr. Quest'ultimo, di una bellezza e intelligenza fuori dal comune, ossessionava da anni Kammerer che aveva pure contribuito alla formazione della futura matricola della Columbia, introducendolo a Baudelaire e agli altri poeti maledetti francesi.
Lascio la scoperta dei profili di Lucien Carr e David Kammerer alla preziosa postfazione di Grauerholz, al film di John Krokidas Giovani ribelli – Kill your darlings e ai molti approfondimenti storiografici scritti finora sui diversi protagonisti della scena beat concentrandomi su quello che E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche è davvero: un’opera surreale, notturna, in cui si manifestano appetiti e moti dell’animo umano, un romanzo in cui di capitolo in capitolo Kerouac e Burroughs tessono una rete sempre più tensiva e pericolosa che si stringe sui due protagonisti di un’annunciata tragedia. Il ventre della città che da buona madre accoglie le flânerie dei personaggi, il sangue, la trasfigurazione narrativa e un finale che è già il disagio e il rifiuto del confronto che sarà poi di Holden Caulfield. La negazione e il rifugio che New York sembra offrire per sempre ma che in realtà è solo l’illusione prima che le tenebre oscurino tutte le luci trasformando per sempre la realtà così come si conosce.
Kerouac e Burroughs furono i primi a essere avvicinati da Carr dopo l’omicidio di Kammerer (e per questo ebbero guai legali che influenzarono il loro percorso), ne gli Ippopotami riescono, attraverso il racconto e la mistificazione, a esorcizzare uno dei passaggi più importanti della loro esistenza. I due fanno di più, riuscendo a rendere nel modo migliore i tratti e le sfumature più sottili e impercettibili di una vicenda che per decenni ha acceso la curiosità del pubblico con i suoi dettagli scabrosi, appiattiti dalla cronaca o dall’opportunismo dei molti scrittori che vollero attingervi a piene mani.


2 commenti:

  1. Interessante, aveva già destato la mia curiosità in libreria ma poi non mi ero soffermata ad approfondire...

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    1. Fammi sapere poi se il volume ti è piaciuto!

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