«Il
romanzo che ha dato il via alla beat
generation!», è al suono di questo strillo che i lettori hanno conosciuto E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, esperimento narrativo e
uno dei primi confronti con la prosa avuti da Jack Kerouac e William S. Burroughs. In realtà, come tanta storiografia letteraria ha ampiamente
sviscerato, il volume pubblicato in Italia da Adelphi possiede caratteristiche
narrative “altre”, peculiarità che lo rendono opera a se stante, originaria
rispetto ai percorsi intrapresi dai suoi autori e dalle figure che lo hanno
ispirato.
Il
romanzo, scritto a quattro mani, alternandosi nella stesura dei capitoli, da
Kerouac e Burroughs, ha una lunga storia editoriale che per la materia contenuta
l’ha visto protagonista di rifiuti da parte degli editori, di letture,
ispirazione per altre opere di Kerouac e Burroughs e fiume carsico della
narrativa beat (Il padre de I vagabondi del Dharma fece spesso
riferimento agli Ippopotami nelle
interviste rilasciate durante la sua carriera di autore). Solo il lavoro dell’editor, amico ed esecutore testamentario
di Burroughs James Grauerholz ha
portato nel 2008 - quando Lucien Carr, il protagonista di questa storia, era
già scomparso – E gli ippopotami si sono
lessati nelle loro vasche nelle mani dei lettori.
Siamo
alla vigilia del 14 agosto 1944, New York, afosa e pulsante, vortica intorno a una
generazione di eroi in fuga da quell’«incubo ad aria condizionata» che stavano
diventando gli Stati Uniti. Locali, diner,
appartamenti, accolgono questa nutrita fauna in cui Kerouac e Burroughs
trasfigurano se stessi e molti di quelli che saranno i protagonisti della
scena beat. Kerouac da qui voce al giovane marinaio Mike Ryko «un finlandese
diciannovenne dai capelli rossi», Burroughs all’umbratile barista originario
del Nevada Will Dennison.
