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domenica 2 novembre 2014

Giovani ribelli - Kill Your Darlings di John Krokidas (2013)


È una storia che abbiamo letto più di una volta. Una storia che in tutte le sue incarnazioni, siano esse letterarie, saggistiche o documentarie, conserva il suo fascino oscuro e tagliente. In primis per la natura del suo protagonista: quel Lucien Carr, la cui vicenda farà da motore alle energie coagulate a New York, poi esplose in modi e luoghi diversi come beat generation.
A quella storia – che abbiamo amato leggere nel progetto narrativo a quattro mani di Jack Kerouac e William S. Burroughs E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche – è tornato il giovane e talentuoso regista John Krokidas, newyorkese di origini greche, che dopo aver completato gli studi a Yale e alla New York University (dove ha seguito il leggendario University's Graduate Film Program) ha girato due cortometraggi – Shame no more e Slo-Mo - pluripremiati in tutto il mondo. Krokidas co-scrive e dirige Giovani ribelli - Kill your darlings realizzando uno dei ritratti più moderni e felici dei principali autori della beat generation nel momento in cui si raccolgono per la prima volta a New York, intorno alla Columbia University.

sabato 11 ottobre 2014

E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche di William S. Burroughs e Jack Kerouac (2008)



«Il romanzo che ha dato il via alla beat generation!», è al suono di questo strillo che i lettori hanno conosciuto E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, esperimento narrativo e uno dei primi confronti con la prosa avuti da Jack Kerouac e William S. Burroughs. In realtà, come tanta storiografia letteraria ha ampiamente sviscerato, il volume pubblicato in Italia da Adelphi possiede caratteristiche narrative “altre”, peculiarità che lo rendono opera a se stante, originaria rispetto ai percorsi intrapresi dai suoi autori e dalle figure che lo hanno ispirato.
Il romanzo, scritto a quattro mani, alternandosi nella stesura dei capitoli, da Kerouac e Burroughs, ha una lunga storia editoriale che per la materia contenuta l’ha visto protagonista di rifiuti da parte degli editori, di letture, ispirazione per altre opere di Kerouac e Burroughs e fiume carsico della narrativa beat (Il padre de I vagabondi del Dharma fece spesso riferimento agli Ippopotami nelle interviste rilasciate durante la sua carriera di autore). Solo il lavoro dell’editor, amico ed esecutore testamentario di Burroughs James Grauerholz ha portato nel 2008 - quando Lucien Carr, il protagonista di questa storia, era già scomparso – E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche nelle mani dei lettori.
Siamo alla vigilia del 14 agosto 1944, New York, afosa e pulsante, vortica intorno a una generazione di eroi in fuga da quell’«incubo ad aria condizionata» che stavano diventando gli Stati Uniti. Locali, diner, appartamenti, accolgono questa nutrita fauna in cui Kerouac e Burroughs trasfigurano se stessi e molti di quelli che saranno i protagonisti della scena beat. Kerouac da qui voce al giovane marinaio Mike Ryko «un finlandese diciannovenne dai capelli rossi», Burroughs all’umbratile barista originario del Nevada Will Dennison. 

domenica 9 febbraio 2014

I vagabondi del Dharma di Jack Kerouac (1958)

I vagabondi del Dharma
Se Sulla strada (1957) rappresenta il volto di una nuova, giovane, generazione, figlia della piccola borghesia statunitense, in fuga dalla pervadente phoniness (falsità/ipocrisia) della società dei consumi, I vagabondi del Dharma, uscito un anno dopo, è la naturale continuazione del percorso intrapreso da Jack Kerouac, con la fisiologica presa di distanza dalla scena generazionale che lo stesso autore aveva contribuito a creare. Ne I vagabondi la visione si fa più malinconica, personale, certamente più ispirata. La ricerca della «visione di potere della solitudine», il confronto ad alto contenuto emozionale con la bellezza sovrastante e impermanente della natura producono pagine di straordinaria bellezza (letteralmente mozza fiato). Tutto ciò nel viaggio di Ray Smith, dal campus liberale di Berkeley (dove scorgiamo i volti di Allen Ginsberg, Philip Whalen e di altri esponenti del San Francisco Renaissance), fino alla corsa forsennata e surreale giù dai monti del Matterhorn Peak, e ancora il ritorno a casa nell’inverno della Carolina e la conclusione sul Desolation Peak (non prima che un certo battello sia partito per il Giappone…) per l’ultima, immane, visione finale.