Mondo Trasho è il primo
lungometraggio di John Waters. Il
regista di Baltimore si presenta sulla scena insieme alla scatenata banda dei Dreamland, un gruppo di amici con cui
realizza le prime pellicole della sua carriera, quelle più sfrontate, violente
e terroristiche (diremo a posteriori, confermati da A morte Hollywood). La gang dei Dreamland attraverso l'uso di un
simbolismo demoniaco derivato da Kenneth Anger mette in scena una necessità di
espressione “altra”, che esagera i simboli della borghesia (lezione mutuata e
normalizzata poi dall'industria della moda), dissemina il rassicurante
territorio suburbano di mostruosità, depravazioni, visioni lisergiche, blasfeme
e fiabesche. Waters in Mondo Trasho
dichiara tutti i suoi amati modelli: il già citato Kenneth Anger nell'appeal demoniaco del viaggio di Mary
Vivian Pearce (che indossa una delle camicie di John Waters e neanche a dirlo
legge Hollywood Babilonia), nell'uso
dell'accostamento postmoderno di brani di classica, d'opera lirica e sfrenato
rock'n roll come commento totalizzante al posto del dialogo in presa diretta. Jack Smith, Il vero e unico maestro dell'underground americano, citato in Mondo
Trasho attraverso le note di camp
esotico (nel tempo e nello spazio), nell'indugio sul dettaglio fisico, nel
travestitismo. Pier Paolo Pasolini soprattutto in merito al rapporto con la
simbologia religiosa e sovrannaturale e infine a Andy Warhol (i cui tratti fisiognomici sono
ripresi nella figura dell'autostoppista nudo) in merito alla composizione
dell'immagine, alla mitopoiesi della bad girl
Divine e alle azioni ripetute nel tempo (es.: The bombshell che attende
l'autobus alla fermata).
