giovedì 29 marzo 2012

Inseparabili di David Cronenberg (1988)


Dopo aver indagato la possibilità di commistione fra carne e tecnologia, di fusione fra individui e categorie fisiche David Cronenberg sceglie di lavorare al soggetto di un film tratto dal libro Twins di Bari Wood e Jack Geasland. Il romanzo si presta benissimo allo sviluppo di alcuni temi interessanti per Cronenberg, tra cui il rapporto tra narcisismo e schizofrenia e il «motivo della scelta degli scrigni», entrambi indagati dal padre della psicoanalisi Sigmund Freud. Inseparabili (titolo inglese Dead ringers) fornisce a Cronenberg la possibilità di confrontarsi con avanguardistiche tecniche fotografiche come il motion control e lo split screen dissimulato, queste permettono allo stesso attore di interpretare due ruoli diversi nella stessa scena. I protagonisti del film sono due gemelli (dead ringers, uguali sputati) ma Cronenberg vuole annullare il più possibile la separazione fra i due soggetti scegliendo di farli interpretare dallo stesso attore, Jeremy Irons che in Inseparabili ottiene una delle performance migliori di tutta la sua carriera. L’idea centrale della pellicola è quella di un unico corpo (con-diviso dai due fratelli) amante di se stesso. I gemelli Mantle, ginecologi di grande successo, vivono in perfetta simbiosi, si completano nel lavoro – Beverly è votato alla tecnologia e alla ricerca mentre Elliot è più mondano, socievole e comunicativo – vivono insieme e hanno costruito un rapporto in cui le esperienze di entrambi sono condivise attraverso un uso totalizzante del dialogo (a un certo punto Elliot dirà a Beverly «non hai mai scopato con Claire Niveau se non ne parli con me!»).

martedì 27 marzo 2012

Per una lettura situazionista di Arancia Meccanica



La partecipazione alla puntata di Superga Cinema On Air dedicata a Stanley Kubrick e al suo capolavoro esemplare Arancia meccanica mi ha spinto a riflettere sulla natura Avant-Pop della pellicola ispirata all’omonimo romanzo di Anthony Burgess del 1962. Sono arrivato alla conclusione che Arancia meccanica può essere definita una pellicola Avant-Pop nella misura in cui essa è una pellicola situazionista. Il Manifesto di Mark Amerika cita Lettrismo e Situazionismo come movimenti fondanti, alla base dell’estetica Avant-Pop, «la nostra missione comune è quella di alterare radicalmente il fulcro della Cultura Pop attraverso un genere più popolare di gestualità dark, sexy e sottilmente ironica che nascerà dal lavoro di movimenti artistici come Fluxus, Situazionismo, Lettrismo, Neo Voodoismo.». Analizzando Arancia Meccanica nelle sue caratteristiche proprie e paracinematografiche credo sia possibile proporre una lettura situazionista della pellicola.
Innanzitutto l’anno di uscita di Arancia Meccanica è il 1971, a solo un anno dallo scioglimento del movimento situazionista, un movimento che aveva dato alla scena artistica, sociale e politica una nuova chiave interpretativa, una prospettiva che sembra essere stata metabolizzata e utilizzata da Kubrick per il suo film.

lunedì 26 marzo 2012

Crossover: quando X-Files diede un finale a Millennium


A pochi mesi dalla sua cancellazione il creatore e produttore Chris Carter ha tentato di offrire un finale accettabile a Millennium. Carter sceglie di farlo all’interno di un’altra sua serie di successo: X-Files. L’episodio crossover è il quarto della settima stagione e s’intitola proprio Millennium. Qui gli agenti Fox Mulder e Dana Scully indagando su alcuni casi di presunta negromanzia s’imbattono nel gruppo Millennium. Mancando materiale in merito (le attività del gruppo sono da sempre nascoste o edulcorate) i due contattano l'ex membro Frank Black. Questi, dopo un’iniziale riluttanza, aiuterà i due agenti dell’FBI a risolvere il caso.
Trovo molto interessante (e assai sfizioso) che il crossover tratti il materiale riguardante il gruppo Millennium come un vero e proprio «x-file». Da Mulder e Scully veniamo a sapere che il gruppo si è sciolto e che tutte le sue attività di consulenza per le forze dell’ordine sono state sospese. Secondo le informazioni recuperate da Scully a fermare le attività del gruppo Millennium è stato un “cavaliere solitario”, Frank Black appunto, che ha lasciato il gruppo dopo la morte della moglie Catherine causata da un virus manipolato dal gruppo stesso. Oggi Frank combatte per l’affidamento della figlia Jordan (che qui rivediamo nel consolatorio finale) e si è ricoverato in un istituto di sanità mentale, ma non può esimersi dall’aiutare Mulder e Scully nello svolgimento del loro caso.

venerdì 23 marzo 2012

MDNA di Madonna (2012)


di Lorenzo Peroni

La sindrome dell'allenatore della nazionale, come quella del capitano di bordo: gli italiani le hanno da tempo. Twitter poi ha portato queste patologie a livelli sempre più alti. Non che si voglia appoggiare l'opinione di Serra in merito, ma fa un po' sorridere come in questi giorni, a seguito dell'uscita del nuovo album di Madonna (MDNA), tutti si sentano posseduti dallo spirito della Venegoni. Il che, va detto, accadeva anche prima sui forum, di questo e quel cantante, a ogni nuova uscita. Oggi i forum però sono un po' morti, ma ci sono pur sempre i blogger. Anche quelli un po' moribondi (mai abbastanza), ma un paio (purtroppo) resistono e ovviamente non possono esimersi dal farci sapere le loro preziose e istantanee opinioni: normalmente dei pantani di cazzate. Insomma, per dire che in questi giorni Twitter e l'internet che ancora ha voce sembrano davvero infestati dallo spirito della Maionchi ed è un continuo «MDNA sì» e «MDNA no»: un'agonia. Pare che sia più un «MDNA sì» in verità, anche se pur sempre con qualche ma. MDNA sì, ma quella canzone dura troppo, e quella canzone non l'avrei messa, e quell'altra l'avrei messa dopo, però fantastica quell'altra, un vero colpo di genio quella lì, etc.

giovedì 22 marzo 2012

Millennium. La terza stagione: una scomparsa prematura


La terza stagione di Millennium (1998-1999) è stata un’operazione complessa non supportata dalla produzione e dal network Fox, che visto il drastico calo di ascolti (immane se si pensa al successo della prima stagione) ha deciso di cancellare prematuramente lo show, impedendogli così di avere un finale che si possa per lo meno definire accettabile. Sarà Chris Carter, produttore e ideatore della serie, a cercare una chiusura degli eventi attraverso la puntata crossover di X-Files intitolata proprio Millennium (7.04).
In quest’ultima stagione scopriamo che Frank Black, ancora provato per la scomparsa della moglie Catherine, è tornato a lavorare per l’FBI con l’intento di smascherare le reali e malevole intenzioni del gruppo Millennium. Al suo fianco una nuova figura femminile (dopo Catherine e Lara Means): Emma Hollis (Klea Scott) intuitiva, coraggiosa e giovane agente dell’FBI con un terribile trauma alle spalle. Emma, prima al fianco di Frank e poi in prima persona, inizierà a comprendere la portata delle terribili azioni del gruppo Millennium, un’organizzazione che va sempre più delineandosi come una setta millenarista sul modello di Aum Shinrikyo.  Una rete di individui impegnati su più fronti: scientifico (con sperimentazioni all’avanguardia), sociale, politico, antropologico e culturale, con lo scopo di provocare (e quindi controllare) un’Apocalisse che abbia i connotati descritti dai testi sacri dell’ebraismo, della cristianità e del buddismo. Il gruppo Millennium interpreta a suo modo le scritture ed esercita un controllo che pare assoluto e tentacolare, impossibile da rimuovere.
La vera forza di questa stagione è però la continua interpretazione degli eventi cui è chiamato lo spettatore. Come nel cinema di David Cronenberg l’affidabilità e l’attendibilità della visione sono messe continuamente in discussione, aumentando lo stato d’animo di terrore e straniamento. Dobbiamo credere alle visioni mefistofeliche di Frank? Ce ne sono state molte durante la seconda stagione e non mancheranno nemmeno questa volta. Tornerà Lucy Butler (con un progetto di demoniaca maternità), all’interno del gruppo troveremo il ferino Mabius e ci sarà pure posto per una strana famiglia amante delle fiamme e delle possessioni. Insomma, come di Johnny, il protagonista de La zona morta, anche di Frank Black non possiamo esser certi. Se il gruppo Millennium è una setta che costruisce situazioni ad hoc per condizionare le scelte di individui di cui ritiene di avere bisogno, cosa dobbiamo pensare delle visioni di Frank? Degli inviti che gli pervengono continuamente dalla Legione di Lucifero? Il finale all’interno di X-Files sembra dar ragione alla natura sovrannaturale degli eventi, ma non sarà mai possibile esserne totalmente certi.

martedì 20 marzo 2012

La mosca di David Cronenberg (1986)


David Cronenberg – dopo la parentesi kinghiana de La zona morta – torna a lavorare sulla poetica della «nuova carne» con La mosca. A questo punto il regista canadese ha definito il suo immaginario, allo stesso tempo dark e sexy, organico e mutante. La sua si conferma un’articolata riflessione sulla visione, su ciò che è possibile o meno percepire con l’occhio. Egli commistiona, attraverso tecniche biologico-cinematografiche, la sua riflessione sulla percezione visiva con i meccanismi d’intenzionalità e decisione, d’influenza e possibilità di scelta da parte dell’individuo e dell’umanità.
Cronenberg sceglie qui di lavorare al remake di un film di fantascienza del 1958 The Fly (conosciuto in Italia con il titolo L’esperimento del dottor K.) interpretato da Vincent Price. In realtà il remake è solo un pretesto per scarnificare la storia e riadattarla alle esigenze della sua poetica. I modelli sono qui riconoscibili: Frankenstein, o il moderno Prometeo di Mary Shelley, Edgar Allan Poe ma soprattutto l’H.P. Lovecraft dei racconti. Seth Brundle (interpretato da Jeff Goldblum) è uno scienziato dedito al suo lavoro, solitario, spinto dal desiderio di superare i limiti non solo dell’umano (come gli scienziati di Lovecraft, ossessionati dalla morte e dalle forme di oltre-vita) ma del reale tutto. Brundle vuole che la sua visione diventi modello di evoluzione per la società (iconica l'immagine di Brundle con in braccio un babbuino). Durante la sua mutazione (quando si ritrova a possedere forza e resistenza fuori dal comune) non rinuncerà a travisare le istanze positive della sua invenzione dichiarando di voler realizzare individui in grado di superare la finitezza umana.
Per Cronenberg mutazione vuol dire fusione. Lo abbiamo visto soprattutto nel finale apocalittico di Scanners, dove viene generato un nuovo individuo-sintesi dai due fratelli telepati, ma anche ne Il demone sotto la pelle e Rabid. Sete di sangue dove la mutazione era provocata dall’ingresso di un organismo estraneo nel corpo umano. Il concetto è ancora una volta centrale anche ne La mosca.

lunedì 19 marzo 2012

La zona morta di David Cronenberg (1983)


Che cosa spinse David Cronenberg ad accettare la proposta della produttrice Debra Hill nel 1983? Il regista canadese veniva dal successo iconico di una pellicola politica e profondamente cronenberghiana come Videodrome e la sceneggiatura che la Hill gli propose non solo era stata scritta da altri (Jeffrey Boam) ma era anche basata su uno dei romanzi più interessanti di Stephen King, La zona morta. La storia è poi ambientata nella provincia americana invece tutte le opere sin qui realizzate dal regista canadese propongono un’ambientazione metropolitana, postmoderna, tentacolare. Insomma quale illuminazione avrà convinto Cronenberg a lavorare al progetto? Dalle interviste, dalle brevi dichiarazioni in merito e soprattutto dalla visione della pellicola, è facile comprendere come Cronenberg sia stato soprattutto attratto dalla matrice politica della storia, dalla riflessione sui cambiamenti nei meccanismi di conquista del consenso in politica e dalla possibilità da parte dell’uomo comune di influenzare il destino sociale dell’umanità.